PPRD East 4: il CISOM al centro di una nuova stagione di cooperazione europea per la resilienza

Ospitare a Roma, presso la propria sede, la Casa dei Cavalieri di Rodi, il Kick-off Meeting del PPRD East 4 ha rappresentato per il CISOM – Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta un momento di grande rilievo strategico e istituzionale. 

L’evento, che si è svolto il 22 gennaio 2026, ha rappresentato l’avvio della quarta fase del PPRD East, sgnando un passaggio cruciale verso l’applicazione concreta delle politiche di gestione del rischio nei Paesi partner con l’obiettivo di rafforzare prevenzione, preparazione e risposta ai disastri, in coerenza con il progressivo allineamento al Meccanismo Europeo di Protezione Civile (UCPM). 

Durante l’apertura dei lavori, Luca Aragone, Vice Presidente del CISOM con delega alle attività internazionali, ha evidenziato come il programma rappresenti un ponte fondamentale tra aiuto umanitario e gestione nazionale delle emergenze. Il suo intervento ha richiamato l’importanza di affrontare la vulnerabilità come una dimensione strutturale, che richiede cooperazione, dialogo e strumenti comuni. 

Nel corso dell’evento è intervenuto anche Lorenzo S. Massucchielli, Coordinatore delle Attività Internazionali, Marketing e Fundraising della Direzione Nazionale CISOM, sottolineando l’importanza del ruolo del volontariato organizzato nelle attività di preparedness e nella costruzione di capacità operative sostenibili. 

A testimoniare l’impegno diplomatico e la dimensione internazionale del programma, l’Amb. Stefano Ronca, Ambasciatore del Sovrano Ordine di Malta presso la Repubblica Italiana e il dott. Ivo Graziani, Capo di Gabinetto del Grande Ospedaliere che, prendendo parte all’incontro hanno confermato il ruolo dell’Ordine nella promozione della cooperazione umanitaria e della resilienza a livello internazionale. 

Il giorno successivo, il 23 gennaio, i delegati del programma PPRD East 4 sono stati ricevuti presso la sede di Via Ulpiano della Protezione Civile per una visita ufficiale delle strutture operative in forza al Dipartimento e successivamente si sono ritrovati presso la Villa Magistrale dell’Ordine di Malta all’Aventino, per la riunione inaugurale dello Steering Committee.

Le due giornate di lavoro hanno alternato momenti di confronto tecnico a sessioni istituzionali: la prima dedicata alla presentazione della governance e della roadmap del programma, la seconda focalizzata sulla cooperazione transfrontaliera. 

Il Kick-off di Roma ha così segnato non solo l’avvio formale della nuova fase del programma, ma anche una dichiarazione forte e condivisa: costruire insieme un sistema europeo di protezione civile più robusto, interoperabile e capace di affrontare rischi complessi con strumenti comuni, competenze integrate e una visione autenticamente cooperativa.

“Coperte, ascolto e dignità: così ripartiamo e ci sposiamo”

Un gesto semplice – una coperta calda, un sacco a pelo, una parola di incoraggiamento – può fare la differenza nelle notti d’inverno di chi non ha una casa. È quanto racconta la storia di Alessia, 60 anni, che da mesi vive in strada ad Arezzo insieme al compagno: nei giorni scorsi, dopo aver perso coperte e sacchi a pelo durante un controllo antidegrado della Polizia, la rete di solidarietà cittadina si è rimessa in moto.

Tra i primi ad intervenire, anche i volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta Gruppo di Arezzo: insieme ad altre realtà del territorio – Misericordia e Croce Rossa – hanno consegnato alla coppia coperte calde e supporto immediato, offrendo un aiuto concreto in un momento di particolare difficoltà.

Alessia e il compagno non chiedono solo assistenza: vogliono tornare a una vita “normale”, trovare un lavoro e un riparo, anche temporaneo. Stanno seguendo percorsi formativi (tra cui HACCP e sicurezza) con l’obiettivo di rientrare nel mondo del lavoro e uscire dalla condizione di grave marginalità. “Ho 60 anni e chi vuoi che mi dia un lavoro? Stessa situazione per il mio compagno. Siamo disposti a fare qualsiasi cosa ma comincio a pensare che per noi non ci sia e non ci sarà mai nulla. Ci mettiamo tutta la nostra buona volontà, lo giuro. Vogliamo lavorare perché senza soldi saremo costretti a continuare a dormire per strada”.

E c’è anche un sogno che resiste alle fatiche quotidiane: sposarsi. Con i primi risparmi, la coppia ha comprato due semplici anelli di fidanzamento. Un segno di speranza, perché – come racconta Alessia – “nonostante le difficoltà, l’amore non manca”.

La storia di Alessia ci ricorda che, accanto agli interventi di emergenza, è fondamentale costruire percorsi di accompagnamento: ascolto, orientamento, rete con le istituzioni e con il volontariato locale. I volontari del CISOM si impegnano tutti i giorni per portare assistenza alle persone in stato di necessità, con un’attenzione particolare a chi vive situazioni di fragilità sociale e sanitaria.

Missione in Mauritania: formazione e diritti umani al centro del progetto SSAR

La Mauritania è oggi uno dei punti più delicati lungo la rotta migratoria atlantica, un percorso che spinge molte persone a lasciare Paesi dell’Africa occidentale nella speranza di trovare sicurezza e nuove opportunità. Nel 2024, oltre 46.000 migranti hanno raggiunto le Isole Canarie attraverso l’Atlantico: una traversata complessa e spesso segnata da condizioni estremamente difficili. Allo stesso tempo, il rafforzamento dei controlli lungo le rotte settentrionali ha spinto molti viaggi a partire da zone più meridionali, rendendo il tragitto ancora più lungo e rischioso. 

In questo scenario nasce il progetto SSAR – Surveillance des Frontières, Search and Rescue, iniziativa dell’Unione Europea coordinata da CIVIPOL, che vede tra i partner centrali anche la Fondazione Accademia Italiana della Marina Mercantile (FAIMM), impegnata nel rafforzamento delle competenze tecniche e operative delle autorità mauritane. Il progetto coinvolge guardia costiera, polizia, gendarmerie e marina, con l’obiettivo di migliorare la capacità del Paese di prevenire le partenze irregolari, rispondere alle emergenze in mare e lavorare in modo più coordinato lungo il delicato continuum terra–mare. Un impegno congiunto che unisce formazione specialistica, cooperazione internazionale e supporto diretto alle istituzioni locali.

All’interno di questa cornice, il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta ha realizzato una settimana di formazione dedicata ai diritti umani dei migranti, all’etica operativa e al coordinamento inter-agenzie. Le sessioni, condotte dalla nostra Project Manager per le Attività Internazionali, Laura Dolce, e dall’Esperto in Diritti Umani, Adriano Cagliani, hanno coinvolto le principali forze mauritane, con un focus sul rispetto delle convenzioni internazionali, sulla tutela delle persone vulnerabili e sulla gestione sicura e dignitosa delle operazioni SAR. 

Questa prima missione rappresenta un passo significativo verso una collaborazione strutturata con le autorità mauritane. Il contributo del CISOM si inserisce in un percorso più ampio che mira a mettere al centro la persona, promuovere pratiche rispettose dei diritti umani e rafforzare in modo sostenibile la capacità del Paese di rispondere a una delle sfide migratorie più complesse della regione.

Firenze, notti di gelo: accanto a chi non ha un riparo

Quando la temperatura scende e la pioggia rende ancora più duro dormire all’aperto, a Firenze c’è chi continua a restare in strada nonostante i posti disponibili nei centri di accoglienza. È quanto emerge da un articolo de La Nazione che racconta un’uscita serale dell’Unità di Strada del Gruppo di Firenze del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM). Nell’articolo dal titolo “La notte dei lavoratori senzatetto. Facchini, manovali, ex badanti: ‘In ospedale a caccia di calore’” si descrive l’impegno dei volontari che si recano nelle zone segnalate dal Comune, incontrando persone e storie diverse. Tra loro lavoratori senza casa, coppie che non vogliono separarsi, anziani soli, persone che vivono condizioni di grande fragilità.

Il lavoro dei volontari: ascolto, fiducia, piccoli gesti
L’Unità di Strada, due giorni a settimana, parte alle 20.30 dal centro della Protezione Civile dell’Olmatello per prestare supporto nell’Emergenza Freddo. Presta il servizio sanitario in collaborazione con altre realtà del territorio che coprono altre zone e altri giorni della settimana. Il primo obiettivo è instaurare un rapporto: spesso chi vive per strada rifiuta il contatto o si sposta rapidamente. Serve tempo e costanza per costruire fiducia.Durante il giro, i volontari raggiungono vari punti della città indicati nelle segnalazioni (sottopassi, stazioni, giardini, aree riparate): in alcuni luoghi non trovano nessuno, in altri incontrano persone che accettano un tè caldo o qualcosa da mangiare ma rifiutano l’ingresso in struttura.

Perché rifiutano il dormitorio?
Non sempre, però, la proposta di entrare in dormitorio viene accolta. Il Comune mette a disposizione posti dedicati all’Emergenza Freddo, con una capacità che può aumentare in caso di urgenza. Come racconta l’articolo, dietro a un rifiuto possono esserci ragioni molto diverse e spesso comprensibili: c’è chi ha paura di subire furti o di trovarsi in un ambiente percepito come poco sicuro, chi non se la sente di condividere spazi con sconosciuti o teme tensioni e conflitti. In altri casi pesano i legami affettivi: alcune coppie preferiscono restare all’aperto piuttosto che separarsi, perché le strutture di accoglienza prevedono spazi distinti per uomini e donne. A volte entrano in gioco anche fragilità di salute, fisiche o psicologiche, che rendono difficile adattarsi alle regole e ai ritmi di una struttura. E poi c’è un aspetto che colpisce particolarmente: tra le persone incontrate ci sono anche lavoratori, uomini e donne che al mattino si alzano presto per impieghi saltuari o poco pagati e che, pur lavorando, non riescono comunque a permettersi una stanza o un affitto.

L’ospedale come rifugio temporaneo
Tra i luoghi citati, compare anche l’ospedale di Torregalli, dove alcuni – circa una ventina di persone – cercano riparo nelle ore notturne in aree comuni. Una donna anziana chiede ai nostri volontari conforto e attenzione, fino a domandare (con semplicità) anche “un libro” e qualcosa di caldo. Anche lei rifiuta il posto nel dormitorio “Preferisco qui, in dormitorio è problematico, meglio il freddo che il pericolo”. Non teme a dormire tra tutti uomini? “Sono tranquilli, lavorano tutti, manovali, facchini al mercato, si alzano alle 5”.
“In queste notti non portiamo solo un tè caldo o una coperta, portiamo presenza e ascolto: la prima emergenza spesso è la solitudine.” Cosi descrive l’impegno dei volontari Gianluca Frasca, Capogruppo di Firenze del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. “Anche quando qualcuno rifiuta il dormitorio, noi restiamo accanto a loro: rispettiamo le scelte e continuiamo a offrire aiuto, passo dopo passo”.

In Germania per un incontro istituzionale con il Malteser

Da sinistra: Luigi Di Iorio, Direttore Nazionale CISOM; Elmar Pankau, CEO di Malteser; Luca Aragone, Vice Presidente CISOM; Kees Zevenbergen, Head of Programmes di Malteser International.

La scorsa settimana una delegazione del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM) si è recata a Colonia per un incontro istituzionale con il Malteser in Deutschland, l’organizzazione dell’Ordine di Malta in Germania.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di dialogo e confronto in ambito internazionale, durante la quale le due realtà hanno presentato reciprocamente la propria struttura, le modalità operative e l’approccio alle attività di soccorso, assistenza e protezione civile nei rispettivi contesti nazionali. Un momento di scambio aperto e costruttivo, volto a rafforzare la conoscenza reciproca e a favorire la condivisione di esperienze e buone pratiche all’interno della rete dell’Ordine di Malta.

Per il CISOM, il confronto con il modello tedesco ha offerto spunti di grande interesse e ispirazione. L’esperienza del Malteser in Deutschland, realtà strutturata e consolidata, rappresenta infatti un riferimento utile nel percorso di crescita e sviluppo che il CISOM sta portando avanti, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la propria capacità di intervento e il proprio ruolo all’interno del sistema di risposta alle emergenze e alle fragilità sociali.

La delegazione CISOM era composta dal Vice Presidente Luca Aragone, dal Direttore Nazionale Luigi Di Iorio, dal Vice Direttore Fabrizio Celestini e da Lorenzo Massucchelli, Coodinatore delle attività internazionali. L’incontro si inserisce in un più ampio percorso di rafforzamento della dimensione internazionale del CISOM.

A partire da settembre, infatti, il CISOM ha avviato il Dipartimento Internazionale, dotandosi di figure professionali dedicate allo sviluppo e alla gestione di progetti di natura internazionale, oltre che alle attività di marketing e fundraising. Un passo strategico che testimonia la volontà di ampliare e strutturare sempre di più la propria azione internazionale, valorizzando il confronto con realtà affini e promuovendo una cooperazione efficace oltre i confini nazionali.

In quest’ottica, la missione in Germania è stata anche l’occasione per rafforzare i rapporti tra il CISOM e Malteser International – la struttura del Malteser in Deutschland dedicata alle attività internazionali – attraverso un confronto approfondito su procedure operative e buone pratiche. In particolare, lo scambio si è concentrato sui temi della preparazione, della mitigazione del rischio e della risposta alle calamità in ambito internazionale, con l’obiettivo di armonizzare approcci e standard operativi e di accrescere l’efficacia degli interventi futuri in contesti di emergenza complessi.

In un contesto globale sempre più complesso, momenti come questo contribuiscono a costruire relazioni solide e una visione condivisa, ponendo le basi per futuri percorsi di collaborazione e confronto all’interno della rete internazionale dell’Ordine di Malta.

Il grazie di Papa Leone XIV ai volontari del Giubileo

Numerosi volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta hanno preso parte all’udienza in cui Papa Leone XIV ha incontrato i rappresentanti degli enti e delle realtà che hanno collaborato alla realizzazione del Giubileo della Speranza.

Sabato 10 gennaio 2026, nell’Aula Paolo VI, ha accolto oltre 5000 volontari “Volontari del Giubileo”. Nel suo discorso, il Pontefice ha riconosciuto l’impegno “multiforme, spesso nascosto” che ha reso possibile accogliere e accompagnare oltre trenta milioni di pellegrini lungo l’Anno Santo, in un clima “di festa” ma anche di ordine e raccoglimento. Papa Leone XIV ha ringraziato le istituzioni e gli organismi coinvolti – dal Dicastero per l’Evangelizzazione alle forze di sicurezza, dalla Protezione Civile alle associazioni di volontariato – ricordando come Roma abbia potuto mostrarsi, grazie a questo lavoro corale, come luogo di accoglienza e comunità aperta. «Grazie a voi Roma ha offerto a tutti il suo volto di casa accogliente», ha detto il Papa.

Durante tutto l’anno giubilare i presidi medici delle quattro basiliche maggiori (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura) sono stati gestiti dai volontari dell’Ordine di Malta: tra loro, numerosi i volontari del CISOM.

Ogni settimana hanno operato più di 35 volontari, organizzati in 8 gruppi composti da medico, infermiere o paramedico e assistenti, affiancati dai 90 volontari regolari del Posto di Primo Soccorso di Piazza San Pietro. Grazie al loro impegno, sono stati portati a termine circa 3.000 interventi e l’assistenza offerta ai pellegrini ha spaziato dall’intervento medico di base alla gestione delle emergenze più complesse. Il servizio è stato reso possibile da una struttura di coordinamento dedicata, da protocolli operativi condivisi e da un’attività costante di formazione e supervisione.

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