“Coperte, ascolto e dignità: così ripartiamo e ci sposiamo”

Un gesto semplice – una coperta calda, un sacco a pelo, una parola di incoraggiamento – può fare la differenza nelle notti d’inverno di chi non ha una casa. È quanto racconta la storia di Alessia, 60 anni, che da mesi vive in strada ad Arezzo insieme al compagno: nei giorni scorsi, dopo aver perso coperte e sacchi a pelo durante un controllo antidegrado della Polizia, la rete di solidarietà cittadina si è rimessa in moto.

Tra i primi ad intervenire, anche i volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta Gruppo di Arezzo: insieme ad altre realtà del territorio – Misericordia e Croce Rossa – hanno consegnato alla coppia coperte calde e supporto immediato, offrendo un aiuto concreto in un momento di particolare difficoltà.

Alessia e il compagno non chiedono solo assistenza: vogliono tornare a una vita “normale”, trovare un lavoro e un riparo, anche temporaneo. Stanno seguendo percorsi formativi (tra cui HACCP e sicurezza) con l’obiettivo di rientrare nel mondo del lavoro e uscire dalla condizione di grave marginalità. “Ho 60 anni e chi vuoi che mi dia un lavoro? Stessa situazione per il mio compagno. Siamo disposti a fare qualsiasi cosa ma comincio a pensare che per noi non ci sia e non ci sarà mai nulla. Ci mettiamo tutta la nostra buona volontà, lo giuro. Vogliamo lavorare perché senza soldi saremo costretti a continuare a dormire per strada”.

E c’è anche un sogno che resiste alle fatiche quotidiane: sposarsi. Con i primi risparmi, la coppia ha comprato due semplici anelli di fidanzamento. Un segno di speranza, perché – come racconta Alessia – “nonostante le difficoltà, l’amore non manca”.

La storia di Alessia ci ricorda che, accanto agli interventi di emergenza, è fondamentale costruire percorsi di accompagnamento: ascolto, orientamento, rete con le istituzioni e con il volontariato locale. I volontari del CISOM si impegnano tutti i giorni per portare assistenza alle persone in stato di necessità, con un’attenzione particolare a chi vive situazioni di fragilità sociale e sanitaria.

Share
Share