Missione in Mauritania: formazione e diritti umani al centro del progetto SSAR

La Mauritania è oggi uno dei punti più delicati lungo la rotta migratoria atlantica, un percorso che spinge molte persone a lasciare Paesi dell’Africa occidentale nella speranza di trovare sicurezza e nuove opportunità. Nel 2024, oltre 46.000 migranti hanno raggiunto le Isole Canarie attraverso l’Atlantico: una traversata complessa e spesso segnata da condizioni estremamente difficili. Allo stesso tempo, il rafforzamento dei controlli lungo le rotte settentrionali ha spinto molti viaggi a partire da zone più meridionali, rendendo il tragitto ancora più lungo e rischioso. 

In questo scenario nasce il progetto SSAR – Surveillance des Frontières, Search and Rescue, iniziativa dell’Unione Europea coordinata da CIVIPOL, che vede tra i partner centrali anche la Fondazione Accademia Italiana della Marina Mercantile (FAIMM), impegnata nel rafforzamento delle competenze tecniche e operative delle autorità mauritane. Il progetto coinvolge guardia costiera, polizia, gendarmerie e marina, con l’obiettivo di migliorare la capacità del Paese di prevenire le partenze irregolari, rispondere alle emergenze in mare e lavorare in modo più coordinato lungo il delicato continuum terra–mare. Un impegno congiunto che unisce formazione specialistica, cooperazione internazionale e supporto diretto alle istituzioni locali.

All’interno di questa cornice, il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta ha realizzato una settimana di formazione dedicata ai diritti umani dei migranti, all’etica operativa e al coordinamento inter-agenzie. Le sessioni, condotte dalla nostra Project Manager per le Attività Internazionali, Laura Dolce, e dall’Esperto in Diritti Umani, Adriano Cagliani, hanno coinvolto le principali forze mauritane, con un focus sul rispetto delle convenzioni internazionali, sulla tutela delle persone vulnerabili e sulla gestione sicura e dignitosa delle operazioni SAR. 

Questa prima missione rappresenta un passo significativo verso una collaborazione strutturata con le autorità mauritane. Il contributo del CISOM si inserisce in un percorso più ampio che mira a mettere al centro la persona, promuovere pratiche rispettose dei diritti umani e rafforzare in modo sostenibile la capacità del Paese di rispondere a una delle sfide migratorie più complesse della regione.

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