team sanitari CISOM nei primi 7 mesi del 2015

Caldo torrido o condizioni di mare proibitive, salvare una vita vale più di qualsiasi sacrificio fisico.
Al largo del Mediterraneo i team sanitari del Corpo italiano dell’Ordine di Malta dal 2008 soccorrono migranti a bordo delle motovedette e delle navi del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, dei pattugliatori della Guardia di Finanza e dal 2014 a bordo delle navi della Marina Militare. Dal 1 gennaio 2015 al mese di luglio sono 81.408 le ore trascorse in mare con la passione di chi è consapevole che aiutare il prossimo in difficoltà è un dovere. 124 uomini e donne si sono alternati con qualsiasi condizione meteorologica e hanno affrontato ogni giorno, 24 ore su 24, miglia e miglia per assistere chi ha affrontato un viaggio ben più complesso: 29.889 migranti sono stati visitati e tratti in salvo sui mezzi di soccorso dello Stato italiano.

“Vogliamo coraggio da parte dell’Italia al pari di quello dei nostri team sanitari e degli equipaggi che si occupano del soccorso ai migranti” – così il direttore nazionale del CISOM, Mauro Casinghini, che più volte si è speso affinché il concetto di “Europa Fortezza” possa trasformarsi in Europa dell’integrazione, fonte di ricchezza umana. – “La presenza di navi con bandiere dei paesi europei fa ben sperare in un cambio di posizione rispetto al problema dei flussi migratori dall’Africa. Ma occorre fare di più, ragionando efficacemente sul tema di una reale integrazione e sugli interventi possibili per far sì che detti flussi possano essere maggiormente contenuti. Troppi morti continuano a popolare il Mediterraneo, ormai la più grande fossa comune del nostro pianeta. A preoccupare è soprattutto il legame tra il numero dei morti e la popolarità del fenomeno, un legame terrificante che non può determinare l’attenzione politica al fenomeno da parte dell’Europa.

Oggi a rinforzare le fila del soccorso nel Mediterraneo ci sono anche grandi organizzazioni non governative che recentemente hanno preso spunto dalla nostra esperienza pluriennale per incrementare questa difficile e delicata attività di primo soccorso in mare. Oltre all’emergenza del soccorso occorre continuamente porre attenzione al tema dell’accoglienza, creando nuove, coraggiose opportunità che diventino il concreto contrasto al dilagante populismo, tema rilevante delle agende politiche di taluni schieramenti. Sono convinto che l’integrazione reale debba partire dal primo rapporto tra i cittadini italiani e i migranti. In questo senso ben si colloca l’iniziativa di alcuni sindaci che stanno impiegando i migranti ospitati per piccoli lavori di utilità sociale, che contribuiscono alla restituzione della dignità a queste persone e al decoro delle città che li ospitano. Un’iniziativa certamente da incoraggiare e sviluppare su tutto il Paese.”

SAR OPERATION: il CISOM nel Mar Mediterraneo

L’area SAR di responsabilità italiana si estende per circa 500.000 chilometri quadrati ed è di pertinenza della Guardia Costiera come prevede la Convenzione di Amburgo del 1979. Dal 2008 nelle attività di soccorso nel Mediterraneo il CISOM affianca le squadre militari sui dispositivi navali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza,7anni di assistenza sanitaria in cui medici e infermieri hanno maturato una specifica formazione ed esperienza nell’ambito del First Aid in mare: una figura sanitaria innovativa in Italia nell’ambito del “SAR – (Search and Rescue) – OPERATION”, progetto finanziato dall’Unione Europea e cofinanziato dal Ministero dell’Interno, dopo il drammatico naufragio del 2013.Da febbraio a novembre 2014 il CISOM ha collaborato con la Marina Militare per il dispositivo navale “Mare Nostrum” e attualmente collabora con medici a bordo nell’ambito delle differenti missioni italiane e europee (Triton e Mare Sicuro).

L’attitudine al soccorso e gli specifici interventi nell’ambito sanitario di emergenza hanno trasformato una parte del CISOM in un vero e proprio Corpo specializzato nel primo soccorso medico in mare. Si tratta di team generalmente formati da un medico e un infermiere professionale, pronti all’imbarco sui mezzi navali di soccorso in pochi minuti, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Quando i flussi si intensificano il CISOM garantisce la presenza di team anche per le unità navali maggiori della Guardia Costiera che permangono in pattugliamento nel Mediterraneo.

La complessità delle operazioni effettuate dagli equipaggi delle motovedette e i sanitari del CISOM ele delicate attività di soccorso di un’imbarcazione stracolma fino all’inverosimile di bambini, donne e uomini, ne rende difficile anche il racconto quotidiano. Un’attività delicatissima in cui ogni minimo imprevisto potrebbe trasformarsi in una tragedia: basta anche un impercettibile spostamento del baricentro delle precarie imbarcazione per determinarne il rovesciamento ein moltissimi casi i migranti non sanno né nuotare, né tenersi a galla. Terminata la fase della sistemazione a bordodella motovedetta, il team si dedica completamente alle situazioni che richiedono particolare attenzione sanitaria. Questa operazione inizia appena i migranti salgono a bordo e prosegue durante la navigazione. Fondamentale, inoltre, il ruolo svolto per favorire gli interventi delle autorità sanitarie a terra, affinché vengano predisposte tutte le strutture necessarie al successivo trattamento dei migranti che presentano particolari patologie.

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