COVID -19 UN’ESPERIENZA UMANA UNICA PER I NOSTRI VOLONTARI CHE HANNO RIEMPITO DI SIGNIFICATO LE PAROLE TEMPESTIVI ED EFFICACI

Un’esperienza decisamente impegnativa dal punto di vista operativo ed umano, quella legata alla pandemia Covid-19. Superiamo 120 giorni di attività per gli oltre 2000 volontari in assistenza alla popolazione in tutta Italia. Un’esperienza collaborativa che ha visto agire in sintonia le varie anime dell’Ordine di Malta che mai come ora hanno cooperato per rafforzare l’assistenza ai bisognosi. Ognuno per la sua unicità operativa. Dietro la Croce Ottagona uomini e donne impegnati nella complessa gestione di un quotidiano fuori dall’ordinario dove Delegazioni, Corpo Militare, ACISMOM e Corpo Italiano di Soccorso hanno rafforzato le proprie capacità unendosi e offrendo un’assistenza capillare e continuativa.

A differenza delle emergenze passate questa porta con sé un carico umano elevato con una dose di rischio personale che non ha però fermato il cuore grande dei nostri volontari. Senza risparmiarsi mai e senza fermarsi un solo giorno da quel 31 gennaio, quando la Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Dipartimento di Protezione Civile, ci ha chiamato a rispondere all’emergenza che in una prima fase ci ha visto coinvolti per lo screening sanitario negli aeroporti. Le prime squadre sanitarie sono state organizzate per il monitoraggio all’interno degli aeroporti italiani su voli Schengen ed Extra Schengen, con un impegno fino ai coprire turni in 15 aeroporti italiani. L’operatività rivolta all’emergenza COVID – 19 si divide in cinque macro aree: la risposta è organizzata in Supporto Sanitario, Supporto Logistico, Supporto nei COC, Supporto psicologico e Supporto alla popolazione con consegna di viveri e farmaci.

Non si è fermata l’assistenza dedicata ai senza dimora, a Roma il Circolo San Pietro ha richiesto l’assistenza per far riparte le due mense In via della Lungaretta e in Via Adige. In tutte le regioni è di nuovo attivo il servizio di UDS Unità di strada, fra le prime squadre tornate operative dopo le prime restrizioni la Calabria, il Piemonte e alcune città del Veneto e della Lombardia, dove la situazione sanitaria lo ha permesso. A Padova l’assistenza si è consolidata anche nelle RSA, così come in Sicilia non mancano le attenzioni per le zone più disagiate delle città. Ancora in Lombardia, il gruppo di Monza-Brianza si è distinto per la sua sensibilità ed ha anticipato la produzione delle mascherine per sordi, in collaborazione con l’associazione Emergenza Sordi. In Toscana i volontari squadre di volontari sono costantemente operativi nei COC, mentre in Umbria sono oltre 100 i volontari operativi sul territorio in assistenza alla popolazione. In Liguria la nave ospedale ormeggiata al porto di Genova, necessità di quotidiana assistenza logistica. I volontari sono impegnati nel servizio logistico in collaborazione con la Delegazione e insieme alle squadre del Corpo Militare.

Sui territori il supporto nei COC (Centri Operativi Comunali) in Veneto, Umbria, Toscana, Liguria, Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Friuli Venezia Giulia e nel Lazio viene attivato dai diversi Comuni che richiedono supporto delle squadre per l’assistenza alla popolazione: consegna dei farmaci e della spesa e delle necessità di un isolamento forzato da parte della popolazione. Il supporto è stato coordinato anche per alcuni ospedali dove sono state allestite le tende destinate al pre-triage, come anche nelle case circondariali, in Toscana. Così come l’assistenza è stata garantita per il Numero Verde “Emergenza Coronavirus” della Regione Calabria, dove i sanitari rispondono alla popolazione, veicolando le informazioni necessarie. Nelle Marche i volontari sono impegnati nella consegna degli alimenti e mascherine mentre a Civitanova Marche sono oltre 40 i volontari impegnati nella gestione logistica e amministrativa del COVID Hospital in allestimento, che si sommano al Corpo Militare e alla delegazioni di Marche Sud con il supporto della Delegazione di Marche Nord, per oltre 100 volontari impegnati sul campo.

Il servizio psicologico è gestito sul fronte sia interno che esterno dedicandosi alla popolazione, ai nostri volontari e sanitari e soccorritori del sistema di protezione civile. Il supporto delle squadre di psicologi in emergenza è stato diffuso sul web attraverso un vademecum per i più piccoli, con consigli e suggerimenti pratici; l’Ordine degli Psicologi ha richiesto la collaborazione dei nostri volontari per un servizio territoriale in Umbria e Liguria, mentre in Toscana il supporto è stato richiesto dal Coordinamento Regionale delle maxi emergenze. Un lavoro costante da parte del gruppo degli psicologi in emergenza teso alla collaborazione con l’Ordine degli Psicologi e con il Ministero della Salute: da qualche giorno è attivo il Numero Verde unico a cui rispondono anche i nostri volontari, con notevoli risultati sia di risposta che di assistenza. Un’attività progettuale impegnativa organizzata sin dalle prime fasi della pandemia, quando era già chiaro che il tempo del lockdown avrebbe creato a tutti notevoli difficoltà e che ha reso operativa una proposta che fino a qualche tempo fa avrebbe trovato le solite resistenze ora per fortuna dissipate.

Non si ferma l’assistenza dedicata ai senza dimora a Roma, dove il Circolo San Pietro ha richiesto l’assistenza per far riparte le due mense In via della Lungaretta e in Via Adige. Le squadre sono operative per garantire il servizio alle mense che si rivolgono varie categorie di persone, anziani senza sostegno economico, giovani privi di lavoro, immigrati extracomunitari, ma anche chi entra ed esce dal carcere, chi semplicemente vive nell’indigenza e quindi si rivolge alle Cucine per poter avere un pasto caldo e soprattutto in questo particolare momento di emergenza e isolamento rendersi utili per chi una casa non ce l’ha acquista ancora più importanza. I nostri volontari si occupano di presidiare i luoghi per agevolare il corretto svolgimento della distribuzione dei pasti.

Tempestività ed efficacia sono per noi un modello operativo e di gestione, lo abbiamo dimostrato nella realizzazione dei due COVID HOSPITAL allestiti in Lombardia e nelle Marche. A Milano, nello staff progettuale e organizzativo di Guido Bertolaso; abbiamo collaborato con oltre 30 volontari per la realizzazione del primo ospedale allestito nello spazio della Fiera, affiancando la Fondazione Fiera di Milano che si è occupata della realizzazione del progetto. Modello replicato a Civitanova Marche con un impegno progettuale e organizzativo destinato a far crescere il nostro Corpo: oltre 8 milioni di euro raccolti in poco tempo e la completa gestione della realizzazione del progetto che è stato consegnato alla Regione Marche sabato 16 Maggio. Tre settimane di tempo per realizzare un progetto che libererà gli ospedali delle Marche dal virus, mettendo a disposizione della comunità una struttura all’avanguardia sia in termini sanitari che strutturali. Come nello spirito sanitario che ha caratterizzato l’Ordine di Malta dalla sua fondazione, questi progetti rafforzano la nostra capacità di risposta ad una emergenza che, durante questa seconda fase necessità della capacità organizzativa delle forze sanitarie di volontariato. L’impegno profuso dal Raggruppamento Marche è stato decisamente encomiabile e mi rende orgoglioso aver scommesso sulle capacità delle nostre squadre che hanno gestito un progetto così complesso con grande serietà.

Gerardo Solaro del Borgo
Presidente Fondazione Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta