Celebrato a Roma il 25° anniversario del Protocollo di Palermo

La Pontificia Università Gregoriana ha ospitato il 10 dicembre – in occasione del 25° anniversario del Protocollo di Palermo – una conferenza per sollecitare un rinnovato impegno per la prevenzione e il contrasto della tratta di esseri umani. L’evento è stato co-organizzato dal Sovrano Militare Ordine di Malta, da Praeveni Global, dal Santa Marta Group e dall’Istituto di Antropologia della Pontificia Università Gregoriana. Sono intervenuti il Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta Riccardo Paternò di Montecupo e il Grande Ospedaliere Josef D. Blotz.

Al panel dedicato alla risposta lungo le rotte migratorie mediterranee hanno partecipato il Presidente del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, Benedetto Barberini, e il Vice Presidente Luca Aragone.

Nel suo intervento, il Presidente Barberini ha richiamato l’impegno del Corpo al fianco del Governo italiano e della Guardia Costiera nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare, ricordando che nel 2024 sono state assistite oltre 30.000 persone, più di 22.000 nel 2025. In oltre 15 anni di soccorsi sono oltre 400.000 le persone assistite direttamente in mare. Benedetto Barberini ha sottolineato, in sintonia con il messaggio di Papa Francesco citato durante i lavori, che dietro ogni numero c’è una persona concreta, la cui dignità deve restare al centro di ogni scelta.

Il Vice Presidente Luca Aragone ha illustrato il progetto PASSIM, che impiega 25 medici e infermieri H24 nelle cinque aree operative di Lampedusa, Catania, Roccella Ionica, Crotone e Pescara, presentandolo ai delegati internazionali come modello di risposta sanitaria integrata. Ha evidenziato come la collaborazione strutturata con le autorità italiane e i partner internazionali sia essenziale per l’identificazione precoce delle vittime di tratta e per il loro rapido inserimento in percorsi di protezione.

​Nelle conclusioni, Barberini e Aragone hanno richiamato tre sfide emerse anche nei documenti della Rome Conference 2025: le ferite fisiche e psicologiche delle persone in arrivo, il ritorno di malattie prevenibili come morbillo, polio e difterite che impone una risposta internazionale coordinata e il dramma delle vite che non è stato possibile salvare in tempo, che interpella tutti i soggetti presenti a rafforzare capacità di soccorso, canali sicuri e cooperazione globale.

​Tra i partecipanti di maggior rilievo figuravano rappresentanti del Governo italiano, delegati della Commissione Europea, dell’UNHCR, dell’OIM, dell’UNODC, oltre a esponenti della Santa Sede insieme a organizzazioni cattoliche e ONG internazionali impegnate nella lotta alla tratta di esseri umani. La presenza congiunta di istituzioni civili, organismi multilaterali e realtà del mondo ecclesiale ha dato al convegno un forte carattere di coordinamento internazionale.

Per tutta la durata dell’evento, inoltre, i volontari del CISOM hanno garantito l’assistenza sanitaria ai partecipanti presso la sede della Pontificia Università Gregoriana, assicurando presidio medico, primo intervento e supporto sanitario ai partecipanti.

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