La missione del CISOM tra caserme, fiumi e ponti: l’inizio di un percorso di preparazione e cooperazione civile-militari
Abidjan non si svela subito. È una città che appare a frammenti: un’autostrada liscia come vetro che corre tra cantieri e palme, torri nuove accanto a quartieri di lamiera, il traffico caldo dell’Africa occidentale che vibra sotto il sole.
È qui, tra la laguna Ébrié e l’oceano, che prende forma una delle collaborazioni più promettenti tra il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e la Protezione Civile della Costa d’Avorio – ONPC.
Nel febbraio 2026, il Vice Direttore del CISOM, Fabrizio Celestini, ha svolto una missione istituzionale che segna l’avvio operativo di un progetto di formazione destinato a rafforzare le capacità di risposta alle emergenze idrologiche del Paese. Tre giorni di incontri – Ministero dell’Interno, ONPC, Ambasciata dell’Ordine di Malta, Vigili del Fuoco francesi – sopralluoghi e dialoghi operativi che raccontano molto più di un semplice programma didattico: raccontano un sistema di protezione civile in piena trasformazione.
L’attività, voluta e supportata dall’Ambasciata dell’Ordine di Malta a Abidjan è in coordinamento con il Ministero dell’Interno francese.

La protezione civile che cresce
La Costa d’Avorio sta vivendo una fase di espansione senza precedenti nel settore della gestione delle emergenze. Entro il 2028, il piano nazionale sostenuto dalla Banca Mondiale prevede 110 caserme e circa 6000 vigili del fuoco civilidistribuiti sul territorio. Ma la crescita quantitativa non basta.
Servono procedure comuni, interoperabilità, capacità operative condivise.
È proprio in questo spazio – tra strutture che nascono e competenze da costruire – che si inserisce l’azione del CISOM.
La missione ha confermato una realtà in forte rilancio. Un sistema distribuito tra pompieri civili e militari, con catene gerarchiche differenti e coordinamento da testare in esercitazioni congiunte, ma nei colloqui istituzionali con il Ministro dell’Interno e il Direttore Generale della Protezione Civile ivoriana, è emerso un sostegno politico netto: la cooperazione con l’Ordine di Malta è considerata strategica e destinata a crescere.


N’Zianouan, la caserma sul fiume
A un’ora e mezza da Abidjan, lungo una moderna autostrada, la missione raggiunge N’Zianouan. Qui, tra il verde fitto e l’ansa di un fiume che cambia volto con le stagioni, sorge la caserma destinata a diventare base operativa della formazione pratica.
Durante la stagione secca il fiume si ritira fino a scoprire rocce e sabbia; nelle piogge, invece, cresce improvvisamente e trascina con sé vite e oggetti della quotidianità. Le donne scendono a lavare i panni, i bambini giocano sull’acqua: gli incidenti sono frequenti.
La struttura è ampia, logisticamente adeguata per attività di scambio di competenze e rafforzamento delle capacità, tra cui esercitazioni di soccorso in ambiente alluvionale.


Il programma di cooperazione prevede tre moduli formativi integrati, destinati a personale civile e militare:
L’obiettivo non è solo addestrare operatori, ma creare procedure comuni ONPC–GSPM e una cultura operativa condivisa.
Nella fase pratica, gli scenari sono concreti e locali: recupero di persone isolate sugli alberi o sui tetti durante le piene, evacuazioni con barella da ponti, trasferimento sanitario verso l’ospedale dell’Ordine di Malta a Bodo.
Formazione e realtà, senza distanza
La missione ha consolidato un rapporto che va oltre il singolo progetto.
Le autorità ivoriane hanno espresso interesse per sviluppi futuri: dalla creazione di un corpo ausiliario di volontari di protezione civile alla possibile nascita di capacità costiere e fluviali oggi assenti. In un Paese di oltre 30 milioni di abitanti, in rapida urbanizzazione e sempre più esposto a rischi idrologici, la costruzione di capacità locali non è solo cooperazione tecnica: è stabilità, sicurezza, resilienza.
La protezione civile, in fondo, nasce sempre così – in un luogo concreto, davanti a un bisogno reale, con persone provenienti da settori differenti, che decidono di voler condividere e operare insieme.