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Ljublju

Progetto Ljubljù

Il 26 aprile 1986 avveniva il gravissimo incidente nucleare alla centrale atomica di Chernobyl: le masse d’aria radioattive hanno girovagato per tutta l'Europa colpendo in particolar modo la Bielorussia, l'Ucraina e la Russia, e masse d'aria radioattive. Sebbene siano trascorsi molti anni, le popolazioni locali pagano ancora oggi le conseguenze del disastro, in particolar modo i bambini.
A causa dei venti, la nube tossica ha raggiunto immediatamente la Bielorussia e le popolazioni di questo Paese sono state le più colpite dal fall out radioattivo, in particolare quelle residenti nella zona di Gomel, nella parte sudorientale, vicino al confine ucraino.
Il Progetto Ljubljù (in bielorusso “ti voglio bene”) nasce dalla volontà di continuare ad aiutare i bambini provenienti dalle zone contaminate, dando loro l'opportunità di ridurre notevolmente la quantità di radioattività assorbita nell'organismo, grazie alla permanenza in un ambiente non contaminato e ad una alimentazione priva di radionuclidi.
Ogni anno, nel mese di aprile,  i volontari della sezione Nazionale Ljubljù si recano nella scuola del villaggio della provincia di Duravichi , tra i più colpiti dalle radiazioni, per effettuare la selezione di bambini tra i 7 e i 13 anni di età. Il numero dei bambini dipende dai contributi raccolti.
Il soggiorno è organizzato nel mese di agosto in strutture vicine al mare per trarre i benefici derivanti dallo iodio.
Durante la loro permanenza tutti i bambini vengono sottoposti ad esami medici ed accertamenti clinici per valutarne attentamente e monitorizzarne lo stato di salute, ed effettuano anche visite specialistiche con controlli endocrinologici, oculistici e odontoiatrici. Seguono inoltre lezioni di lingua italiana, corsi di nuoto, e altre attività didattiche, con visite guidate a luoghi di interesse storico-culturale, ludiche e ricreative.

La prima edizione del Progetto Ljubljù è stata organizzata nell’estate del 2009 ed ha consentito il soggiorno per un mese di 10 bambini con una accompagnatrice ed una interprete. Dato il grande risultato positivo dell’iniziativa, in considerazione dell’importante aspetto caritativo della stessa, l’anno successivo, nel 2010, è stato possibile aumentare gli inviti ed ospitare 15 bambini con due accompagnatori e una interprete.
Nel corso degli anni successivi siamo stati in grado di poter ospitare fino a più di 25 bambini e ad oggi, grazie al contributo del Global Fund for Forgotten People, siamo sicuri che il numero sarà in continua crescita.

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